Vigevano e l’origine del Romanico

Vigevano e l’origine del Romanico - Vieni a Pavia -
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Vigevano e l’origine del Romanico

Da una delle piazze più belle d’Italia, alle perle del romanico lomellino.

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Le visite guidate richiedono tutte mezza giornata, si potrà concordare se farla al mattino o al pomeriggio. Per "Pavia e la sua Certosa" e "Vigevano e l’origine del Romanico" è richiesta una giornata intera. Ad ogni prenotazione seguirà un contatto telefonico da parte della cooperativa per accordarsi su orari precisi, punti di incontro e riferimenti delle guide che vi accompagneranno.

La splendida cornice di Piazza Ducale accoglierà il gruppo per introdurre la storia della città e dei suoi principali protagonisti. Curiosità e aneddoti su duchi, duchesse e sui vescovi celebri saranno narrati passeggiando sotto i portici della piazza in direzione del Castello, nel piazzone saranno ricordati due illustri artisti rinascimentali, Leonardo e Bramante, infine percorrendo la strada coperta saranno narrati fatti d’armi e pettegolezzi di corte. Il pomeriggio sarà dedicato alla scoperta di alcuni gioielli di architettura romanica del territorio Lomellino. Tra le risaie si conservano monumenti millenari di rara bellezza: Lomello con il complesso Basilicale di Santa Maria Maggiore, il battistero della Pieve di Velezzo e la cripta dell’antica chiesa abbaziale di S.Pietro a Breme

  • Vigevano e la Piazza Ducale
    Un porticato che racchiude una piazza a pianta rettangolare: la semplicità che fa della Piazza Ducale vigevanese una delle piazze più belle d’Italia. Voluta da Ludovico il Moro come anticamera del castello, è circondata da portici decorati a fresco e sovrastata dall’imponenza della torre del Bramante.
  • Vigevano e il Duomo
    Un patrono, Ambrogio, in comune con Milano, ma un’architettura assolutamente originale. Il Duomo di Vigevano, iniziato da Francesco Sforza nel 1532 e consacrato quasi un secolo più tardi, con la sua singolare facciata concava voluta dal vescovo J. Caramuel, abbraccia piazza Ducale e tutti coloro che la attraversano.
  • Vigevano e la Torre del Bramante
    Posta sullo scalone, andito di passaggio dalla piazza al castello, la torre ha origine molto antiche. Il nucleo originario risaliva alla fine del XII secolo ma, colui che la terminò rendendola simbolo della città e modello per la torre del castello sforzesco milanese, fu Donato Bramante ben tre secoli dopo.
  • Vigevano e le Scuderie
    Volute da Ludovico il Moro, e adiacenti a un edificio preesistente, le scuderie del castello vigevanese si presentano con una struttura stupefacente: un colonnato voltato a crociera, degno di un duca, e non solo dei suoi cavalli.

    Foto di

  • Vigevano e la Falconeria
    Splendidi esemplari di rapaci spiccavano il volo dal loggiato di questo edificio, fedeli compagni del Duca, lo accompagnavano nelle battute di caccia lomelline. Fu Donato Bramante, nel 1492, a ripensare e valorizzare questo affascinante edificio.
  • Vigevano e le strade coperta e sotterranea
    Passare senza essere visto, fuggire dai pericoli in maniera sicura e rapida, è questo ciò a cui pensò Luchino Visconti, nel XVI secolo, quando volle realizzare una strada coperta che collegasse il maschio del castello alla rocca vecchia, riuscendo a superare un dislivello di oltre 10 metri. Così per le strade sotterranee, che permettevano di raggiungere il fossato del maschio, e la cavallerizza.
  • Vigevano e la Loggia delle Dame
    Alla corte di Ludovico il Moro, un palazzo dedicato alla splendide signore che la abitavano: la Loggia delle Dame è ciò che resta di questo edificio che sorgeva proprio accanto al Palazzo Ducale, e che fu commissionato dal duca a Donato Bramante.
  • Lomello, la Basilica di Santa Maria Maggiore e il Battistero di San Giovanni ad Fontes
    Una basilica in pieno stile romanico, nata su una preesistente chiesa di età longobarda e con una facciata, a proteggere l’interno, del XVII secolo. Il fascino straordinari di Santa Maria Maggiore è dovuto alla sua nudità ed alle imponenti proporzioni, ammirabili soprattutto dall’esterno nelle fiancate laterali. Una chiesa di tale imponenza poteva sorgere solamente dove il potere era esercitato da personaggi di spicco, quali erano i Conti Palatini. Una mirabile testimonianza di origine longobarda è il battistero di San Giovanni ad Fontes, con pianta a croce, e fonte ottagonale interna sovrastato da una cupola.
  • Pieve di Vellezzo, Chiesa di Santa Maria Nascente e battistero di San Giovanni
    Il Battistero di San Giovanni sorge a pochi metri dalla chiesa di Santa Maria Nascente. Battisteri plebani, ovvero quelli annessi alle prime parrocchie matrici, nacquero in seguito alla necessità sempre crescente di dare risposte al diffondersi della fede cristiana a partire dal VI secolo. In base alle sue caratteristiche architettoniche, si può collocare l’edificazione del battistero di Velezzo entro il secolo XI.
  • Breme,
 Abbazia di San Pietro
    La prima menzione di Breme risale al 929, anno in cui si attesta la cessione delle corti di Breme e Pollicino ai monaci di Novalesa da parte del Marchese Adalberto d’Ivrea. I monaci benedettini, in fuga dalla Val di Susa in seguito a scorrerie di pirati saraceni, si rifugiarono dapprima a Torino e in seguito a Breme, dove, intorno alla metà del X secolo, edificarono l’abbazia con annessa la Cripta.